La nostra associazione al convegno di Gubbio: territori diversi, stesse richieste di trasparenza

L’Italia che chiede chiarezza sul coincenerimento nei cementifici

Centro Convegni S. Spirito, Gubbio (PG) – 18 aprile 2026

Una voce dal Molise a un incontro nazionale

Il 18 aprile una delegazione dell’Associazione «Mamme per la Salute e l’Ambiente ODV di Venafro» ha partecipato al convegno nazionale di Gubbio sul coincenerimento di CSS (Combustibile Solido Secondario) nei cementifici, insieme ai comitati di Galatina (LE), Gubbio (PG) e Monselice (PD): comunità diverse unite dalla stessa richiesta di risposte documentate su salute, aria e qualità della vita. La Piana di Venafro non è un caso isolato: si inserisce in un quadro che interessa numerose realtà italiane.

Il quadro normativo: le perplessità emerse

Al centro del convegno l’articolo 214, comma 11 del D.Lgs. 152/2006, che rimanda a regolamenti di delegificazione la definizione delle condizioni per considerare come «modifica non sostanziale» l’introduzione di combustibili alternativi negli impianti soggetti ad AIA. Come osservato al convegno dalla rappresentante dei Comitati Ambientali Eugubini Katia Mariani, secondo i comitati tali «procedure semplificate» meriterebbero di essere più rigorose, perché nell’applicazione pratica rischiano di ridurre la profondità delle valutazioni di impatto ambientale e sanitario.

Sul Decreto ministeriale n. 22/2013 – che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per il CSS-combustibile – sono note osservazioni sollevate in sede europea sulla coerenza con l’art. 6 della Direttiva 2008/98/CE, che impone che l’utilizzo non comporti impatti complessivi negativi sull’ambiente e sulla salute. Il dibattito resta aperto.

Il dibattito scientifico sul CSS nei cementifici

Il dott. Agostino Di Ciaula, Presidente del Comitato Scientifico di ISDE Italia, ha illustrato la letteratura scientifica disponibile. Secondo la posizione espressa da ISDE e riportata nelle sue pubblicazioni, parte degli studi segnala che il coincenerimento di CSS nei cementifici può comportare, in determinate condizioni, emissioni di metalli pesanti superiori rispetto ai soli combustibili tradizionali; che il contenuto di cloro nel CSS può incidere sulle emissioni di composti clorurati persistenti, tema della Convenzione di Stoccolma sui POPs; e che l’esposizione prolungata a metalli pesanti è associata in letteratura a un aumento del rischio per diverse patologie, con particolare attenzione alle fasce più sensibili della popolazione. Si tratta di evidenze in discussione nella comunità scientifica, che richiedono approfondimento caso per caso e piena trasparenza dei dati di monitoraggio.

Il nuovo studio del CNR sulla Piana di Venafro

Nel marzo 2026 è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale «Environments» (MDPI) lo studio di Bustaffa et al. condotto dal CNR (Istituti di Fisiologia Clinica e di Scienze dell’Atmosfera e del Clima), su una coorte residenziale di oltre 29.495 persone negli otto Comuni della Piana di Venafro, con follow-up 2006-2019. Gli autori, utilizzando gli NOx come indicatore delle emissioni del cementificio, riportano nell’area più esposta segnali di eccesso di mortalità per malattie del sistema circolatorio, cardiache e cerebrovascolari in entrambi i sessi, e per malattie respiratorie acute nelle donne. Gli stessi ricercatori qualificano i risultati come «segnali di associazione» di natura osservazionale – non come nessi causali dimostrati – e raccomandano un approfondimento della valutazione dell’impatto del cementificio e studi specifici con questionari e biomonitoraggio. Dal nostro punto di vista, questi segnali – insieme alla particolare vulnerabilità orografica della Piana, la cui conformazione a conca favorisce inversione termica e ristagno atmosferico, rendendo il territorio particolarmente sensibile alle pressioni emissive – giustificano un approfondimento indipendente e il massimo rigore nei procedimenti autorizzativi in corso.

Economia circolare: come si misura davvero

A Gubbio sono stati richiamati i criteri oggettivi per valutare la reale circolarità: si tratta dei parametri con cui si misura la transizione verso un’economia circolare, distinti dalla semplice raccolta differenziata. In particolare: l’indice di riciclo (percentuale di rifiuti effettivamente trasformati in nuovi materiali, da non confondere con la raccolta differenziata), l’indice di circolarità (quota di materiale riciclato sul totale delle materie prime impiegate) e la circolarità integrale (approccio olistico sull’intero ciclo di vita del prodotto). Secondo la valutazione civica della nostra associazione, la combustione di un combustibile derivato da rifiuti non contribuisce, di per sé, a migliorare i primi due indici. Ricordiamo che la Regione Molise, con DGR n. 240 del 29 giugno 2017, ha attivato la piattaforma O.R.So., affidata ad ARPA Molise: auspichiamo che questi dati siano pienamente valorizzati nei procedimenti autorizzativi.

La nostra richiesta di chiarezza sull’aumento di CSS

Nel corso di una recente riunione relativa al procedimento di riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento Colacem S.p.A. di Sesto Campano si è appreso che è in corso una valutazione relativa a un possibile aumento dell’utilizzo di CSS quale combustibile nell’impianto. L’informazione, resa in forma non sufficientemente dettagliata, ha destato perplessità nella nostra associazione, che pur avendo verificato i portali istituzionali della Regione Molise non ha rinvenuto atti pubblici, avvisi o documentazione relativi a tale eventuale modifica del mix combustibile.

Per questo motivo, il 13 marzo 2026 abbiamo inviato formale richiesta di informazioni e accesso agli atti alla Regione Molise – Servizio Tutela e Valutazioni Ambientali, per conoscenza ad ARPA Molise, ASReM, Provincia di Isernia e ai Comuni di Venafro e Sesto Campano, ai sensi del D.Lgs. 195/2005 sull’accesso alle informazioni ambientali e della Legge 241/1990, anche alla luce del principio di precauzione (art. 191 TFUE).

Ricordiamo che nell’ambito del procedimento di riesame AIA avevamo già richiesto l’attivazione di una Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) postuma e di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS). Con l’istanza del 13 marzo abbiamo chiesto formalmente di conoscere:

  • se presso la Regione Molise sia in corso o sia stato avviato un procedimento amministrativo o una valutazione tecnica relativa all’aumento dell’utilizzo di CSS o di altri combustibili alternativi presso lo stabilimento;
  • in caso affermativo, gli estremi del procedimento, la documentazione progettuale e tecnica presentata dal gestore, le quantità di CSS attualmente autorizzate e quelle eventualmente richieste, le caratteristiche merceologiche del CSS previsto, le valutazioni ambientali e sanitarie effettuate o previste, i pareri tecnici di ARPA Molise, ASReM e altri enti competenti;
  • se l’eventuale incremento dell’utilizzo di CSS sia stato valutato come modifica sostanziale dell’autorizzazione, ai sensi della normativa vigente in materia di AIA;
  • se la Regione Molise ritenga che una modifica di tale natura, in un territorio caratterizzato da criticità ambientali e sanitarie documentate, richieda l’attivazione di procedure di valutazione ambientale e sanitaria preventiva.

Ad oggi ancora nessuna risposta.

L’incontro di Gubbio ha confermato che le istanze portate avanti da comunità come la nostra trovano un’eco in altri territori italiani. È fondamentale la piena applicazione del principio di precauzione.

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Intervento Agostino Di Ciaula, Presidente del Comitato Scientifico ISDE Italia (Associazione Medici per l’Ambiente):

Si consiglia per un migliore ascolto l’uso di auricolari o cuffie