Stessa Piana. Stessa aria.
A giugno le cave. A luglio i rifiuti. Domani, 2 ottobre, il cemento.
Alle 17 il Consiglio comunale di Venafro voterà la variante Maiella: quasi 9 ettari accanto al Cimitero Militare Francese, 48.000 metri quadrati di nuove case, oltre 120.000 metri cubi di costruzioni e due nuove strade.
Dieci giorni fa, il 22 settembre, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione sulla Piana di Venafro. Il testo parla di un rischio sanitario “attuale, documentato e non ipotetico” e impegna la Regione a predisporre un piano straordinario di risanamento, intervenendo anche sul traffico.
Domani il Comune vota nuovo cemento e nuove strade sulla stessa Piana. E la variante è stata esclusa dalla VAS.
Tre scelte in un anno, sempre sullo stesso territorio, sempre sulla stessa aria. E questa volta entra in scena anche il Comune di Venafro.
COSA SI VOTA DOMANI
La variante al Piano Regolatore Generale in località Maiella riguarda quasi 9 ettari accanto al Cimitero Militare Francese.
Prevede 48.000 metri quadrati di nuove case, oltre 120.000 metri cubi di costruzioni e due nuove strade, su terreni che il piano paesistico definisce di valore agricolo elevato.
Le abitazioni potranno arrivare a 3 piani e 10 metri di altezza.
Nelle altre due nuove zone previste – area mercatale e parcheggi da una parte, attrezzature sanitarie e uffici dall’altra – per circa 27.000 metri quadrati complessivi, il limite arriva a 4 piani e 14 metri. E nella zona sanitaria il Comune prevede che possano costruire “anche direttamente” i privati.
“A COSTO ZERO PER LA COLLETTIVITÀ”. MA PER CHI?
Nel rapporto inviato alla Regione, il Comune scrive che la variante può considerarsi “a costo zero per la collettività”.
Poche righe dopo prevede però che verde, parcheggi e servizi possano essere monetizzati, “a giudizio insindacabile dell’Amministrazione”.
A costo zero per chi?
IL VERDE PUBBLICO SPARISCE DUE VOLTE
Oggi in quell’area il Piano Regolatore prevede una zona a verde pubblico. Con la variante non c’è più.
E anche il verde previsto per i nuovi abitanti – circa 7.200 metri quadrati per 798 persone – potrà essere monetizzato: il costruttore paga e il verde può non essere realizzato.
Le costruzioni restano. I soldi finiscono in un capitolo di bilancio.
In una città che da anni registra criticità sulla qualità dell’aria, per noi questo è un punto che non può essere trattato come secondario.
LA VARIANTE È STATA ESCLUSA DALLA VAS
Il 25 febbraio 2026, con la determina n. 1080 firmata dal Servizio Tutela e valutazioni ambientali – Fitosanitarie regionali, la Regione ha stabilito che la variante non dovesse essere sottoposta a VAS.
Eppure un altro ufficio della stessa Regione, il Servizio Pianificazione territoriale, aveva chiesto per iscritto che la VAS fosse effettuata.
Nella determina non troviamo una spiegazione delle ragioni per cui quella richiesta sia stata superata. E non troviamo una valutazione specifica della situazione della qualità dell’aria di Venafro.
I NUMERI NON SONO NOSTRI. SONO DI ARPA, CNR E DEL CONSIGLIO REGIONALE.
- PM10: alla centralina Venafro2 i giorni di superamento sono stati 40, 60, 52, 51 e 38 negli ultimi cinque anni, a fronte di un massimo di 35 consentiti. Nel 2025 Venafro2 è stata l’unica stazione del Molise oltre quella soglia.
- Benzo(a)pirene: nel 2025 ARPA ha rilevato a Venafro2 una media annuale superiore al valore obiettivo. Anche per il 2023 il superamento è stato riconosciuto dal Consiglio regionale: 1,1 nanogrammi per metro cubo rispetto al valore obiettivo di 1.
- EpiVenafro+7: lo studio del CNR, nato da una convenzione del Comune con ASReM e finanziato dalla Regione, ha documentato eccessi di patologie cardiovascolari nei residenti maggiormente esposti. Nelle audizioni della Commissione regionale è stata inoltre presentata una stima di 25-30 decessi l’anno attribuibili alle polveri nell’area.
- TAR Molise n. 175/2023: la sentenza ottenuta con il ricorso della nostra associazione insieme al WWF Molise ha portato all’annullamento del piano aria. Tre anni dopo, il Consiglio regionale è tornato a chiedere misure “concrete, efficaci e immediatamente operative”.
LO SCRIVE ANCHE IL COMUNE
Nel rapporto preliminare il Comune riconosce le criticità di Venafro per PM10 e benzo(a)pirene.
Poi conclude che la variante non modifica sensibilmente il quadro, che gli impatti cumulativi sono “trascurabili” e che quei terreni, in parte coltivati e classificati agricoli, non costituiscono neppure “consumo di suolo”.
Il Consorzio di Bonifica, che gestisce l’irrigazione di quei campi, non compare tra gli enti da consultare.
Per noi significa non affrontare fino in fondo l’effetto cumulativo delle trasformazioni già presenti e di quelle nuove.
LA REGIONE CHIEDE DI INTERVENIRE SUL TRAFFICO. IL COMUNE PREVEDE NUOVE STRADE.
La Piana di Venafro ha caratteristiche orografiche che possono favorire il ristagno degli inquinanti.
Per questo ogni nuovo carico urbanistico e di traffico dovrebbe essere valutato insieme a quelli già esistenti.
È proprio questa valutazione complessiva che chiediamo.
PRIMA DECIDONO, POI VALUTANO
Lo studio idraulico richiesto dal Consorzio di Bonifica non era disponibile quando la Regione si è pronunciata.
La relazione geologica è stata affidata ad aprile, due mesi dopo.
Gli abitanti teoricamente previsti sono inoltre passati da 1.440 a 798 con una nota arrivata due giorni prima del via libera, senza ridurre di un solo metro quadrato la superficie edificabile prevista.
E QUEI CAMPI SONO IRRIGUI
Sono serviti dalla rete del Consorzio di Bonifica, realizzata con denaro pubblico e mantenuta da decenni attraverso i contributi versati dai consorziati della Piana.
Trasformare quei terreni significa rendere inutilizzabile parte di quella funzione irrigua.
Secondo il Piano di classifica dello stesso Consorzio, inoltre, una superficie edificata scarica nei canali una quantità d’acqua sensibilmente superiore rispetto a un terreno agricolo.
Il Consorzio ha già espresso parere contrario al tombamento del canale San Nicola.
I consorziati rischiano quindi di pagare due volte: per una rete irrigua che in quei terreni non servirà più e per la maggiore acqua che le superfici impermeabilizzate riverseranno nei canali.
METTIAMO IN FILA LE TRE DECISIONI DEL 2026
- Giugno – Piano cave: cinque cave attive e tre dismesse intorno a Venafro, con il tema dei camion e delle polveri.
- Aprile – Piano rifiuti, DCR n. 41/2026: la capacità di incenerimento regionale resta concentrata nella Piana di Venafro, nell’area di Pozzilli.
- Ottobre – Variante Maiella: nuovo edificato su suolo agricolo irriguo, variante esclusa dalla VAS e studi integrativi arrivati successivamente.
Ogni provvedimento viene valutato separatamente.
Ma cave, impianti, traffico e nuove costruzioni insistono tutti sulla stessa Piana e sulla stessa aria.
Per noi è questo il problema: ciò che singolarmente viene definito limitato deve essere valutato anche nel suo insieme.
DOMANDE A CUI IL CONSIGLIO COMUNALE DOVREBBE DARE RISPOSTA DOMANI, IN PUBBLICO
- Come si concilia questa variante con il piano straordinario di risanamento chiesto all’unanimità dal Consiglio regionale il 22 settembre?
- Perché procedere prima di avere tutti gli studi, compreso quello idraulico richiesto dal Consorzio?
- Dove saranno realizzati il verde, i parcheggi e i servizi per 798 nuovi abitanti, visto che la verifica degli standard viene rinviata ai successivi titoli edilizi e ne è prevista la monetizzazione?
- Perché prevedere nuove abitazioni se lo stesso Comune scrive che le ragioni della variante “non sono demografiche”?
- Qual è l’incremento previsto di traffico collegato a 48.000 metri quadrati di nuove abitazioni e quale sarà il suo contributo alle emissioni in una città che presenta già criticità sulla qualità dell’aria?
COSA CHIEDIAMO
Al Comune chiediamo di rinviare l’adozione della variante finché il quadro degli studi non sarà completo.
Un Comune che ha promosso lo studio EpiVenafro+7 dovrebbe essere il primo a tenere conto dei suoi risultati nelle proprie scelte di pianificazione.
Alla Regione chiediamo di riesaminare la determina n. 1080 alla luce della mozione approvata il 22 settembre.
E chiediamo soprattutto una cosa: una valutazione complessiva di tutto ciò che insiste sulla Piana di Venafro – impianti, cave, traffico e nuove urbanizzazioni – invece di continuare a valutarlo pezzo per pezzo.
Se la variante sarà adottata, si aprirà poi la fase delle osservazioni.
Le presenteremo e aiuteremo ogni cittadino che vorrà presentare le proprie.
DOMANI, 2 OTTOBRE – ORE 17 CONSIGLIO COMUNALE DI VENAFRO

