Perché l’ambiente non può più aspettare

Il senso della nostra presenza all’incontro istituzionale del 24 gennaio.

Intervento associazione

Non siamo qui per segnalare un problema: il problema è noto, documentato e certificato.
Non siamo qui per chiedere nuovi studi: gli studi esistono, sono pubblici e sono stati finanziati con risorse dello Stato.
Non siamo qui per avviare nuovi percorsi: i percorsi istituzionali sono già stati attivati, conclusi e valutati anche in sede giudiziaria.

Siamo qui per una sola ragione: accertare dove e perché la catena delle responsabilità istituzionali si sia interrotta.

La Piana di Venafro vive una condizione ambientale e sanitaria che non è più oggetto di interpretazioni.
Si registrano superamenti reiterati dei limiti di legge per PM10 e benzo[a]pirene.
Lo studio epidemiologico del CNR certifica eccessi significativi di mortalità, ricoveri ospedalieri e patologie correlate all’inquinamento; lo studio è stato pubblicato anche su riviste scientifiche.
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise ha dichiarato inefficace il Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria nella parte relativa a Venafro.
Ulteriori risultanze giudiziarie attestano contaminazioni dei suoli e gravi criticità nei sistemi di controllo delle emissioni.

Questi elementi non sono pareri, non sono opinioni, non sono allarmi mediatici.
Sono atti ufficiali dello Stato italiano.

Di fronte a questo quadro, la domanda oggi non è perché non si sia intervenuti.

Quando esiste un rischio concreto e documentato per la salute pubblica, l’assenza di provvedimenti contingibili e urgenti non è una posizione neutra.
È una scelta che produce conseguenze.

La Regione Molise aveva il dovere di pianificare il risanamento.
Il giudice amministrativo ha stabilito che tale pianificazione non fosse idonea.
Questo significa che gli strumenti adottati non hanno garantito la tutela dovuta.
Sul piano statale, quando i limiti di legge sono superati, quando l’impatto sanitario è documentato e quando gli strumenti regionali risultano inefficaci, la questione non può più essere considerata esclusivamente locale.
Diventa una questione di responsabilità nazionale.

Lo Stato dispone già dei dati.
Lo Stato ha già finanziato studi e monitoraggi.
Ma uno studio pubblico che non si traduce in decisioni amministrative concrete diventa un atto sterile.

Per questo oggi non avanziamo nuove richieste.
Ribadiamo integralmente le richieste formalmente depositate il 1° ottobre 2025 presso la Terza Commissione consiliare regionale del Molise, senza modificarne una sola riga.

Si tratta di richieste chiare, puntuali e accompagnate da tempistiche precise.
Non sono indicazioni generiche, ma impegni operativi.
Chiediamo che ciascun livello istituzionale eserciti le proprie competenze con immediatezza, assumendosi responsabilità chiare e verificabili.

Riteniamo indispensabile che da questo incontro esca un documento ufficiale, pubblico e accessibile, da rendere conoscibile ai cittadini della Valle di Venafro.
Questo incontro non deve diventare, come accaduto per troppi anni, un ulteriore modo per rinviare decisioni.

Da oltre venti anni si susseguono tavoli, riunioni e confronti che non hanno prodotto né chiarezza né risultati misurabili.
La popolazione merita rispetto.
Merita verità.
Merita trasparenza
.

I cittadini devono poter conoscere gli impegni assunti, verificarne l’attuazione e controllare se e come le azioni promesse vengano realmente messe in campo per risolvere il problema.

E’ chiaro a tutti che i dati sono noti, gli atti esistono, le richieste sono formalizzate e le responsabilità sono individuabili.
Ogni ulteriore rinvio non potrà più essere accettato.

Noi continueremo a fare la nostra parte, come cittadini .
Chiediamo alle istituzioni di fare la loro.
Adesso.

 Purtroppo, all’incontro del 24 gennaio 2026, non è stato prodotto alcun verbale né assunta alcuna decisione.

 In allegato pubblichiamo le richieste depositate il 1° ottobre 2025 presso la Terza Commissione Consiliare della Regione Molise e consegnate ieri a tutti i presenti alla tavola rotonda Emergenza ambientale Piana di Venafro Stato dell’arte e prospettive.

01-10-2025_RichiesteCommissioneRegioneMolise