Non quello dei silenzi, delle minimizzazioni, delle smentite, dei ritardi e degli atteggiamenti difensivi.
La nostra Associazione, negli anni, è stata accusata di allarmismo. È stata considerata un intralcio. È stata perfino denunciata da ARPA Molise: un fatto che, per noi, ha rappresentato un evidente tentativo di indebolire la voce dei cittadini.
Ma i dati parlano.
E parlano molto più forte di chi ha provato a ignorarli.
Ed è stata soprattutto la nostra diffida del 22 settembre a costringere finalmente le istituzioni a riaprire il caso, dopo anni in cui abbiamo assistito a una pericolosa tendenza a rimandare, diluire ed evitare.
Nell’ultima audizione regionale sulla qualità dell’aria, il quadro è apparso in tutta la sua gravità:
-presenti solo i Sindaci di Venafro e Pozzilli
-assenti gli altri Comuni coinvolti nello studio EpiVenafro+7
-assente ASReM, l’ente che dovrebbe valutare i rischi sanitari
Questa non è una semplice mancanza: è un segnale gravissimo.
Perché quando si discute di salute pubblica, non esserci equivale – nei fatti – ad abbandonare la popolazione.
Dopo vent’anni di lotte, accuse, isolamenti e tentativi di delegittimazione, la nostra posizione è chiara e definitiva:
non accetteremo più ritardi, non accetteremo più parole vuote, non accetteremo più omissioni mascherate da prudenza.
La Piana di Venafro ha diritto a:
-interventi immediati e verificabili
-trasparenza totale, senza eccezioni
-un risarcimento adeguato per il danno ambientale e sanitario che riteniamo abbia gravato sulla popolazione per anni
Continueremo a pretendere tutto questo con determinazione assoluta.
