{"id":207,"date":"2012-03-14T19:24:08","date_gmt":"2012-03-14T19:24:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2012\/03\/14\/traffico-illecito-di-rifiuti-126-indagati-linchiesta-tocca-il-molise\/"},"modified":"2012-03-14T19:24:08","modified_gmt":"2012-03-14T19:24:08","slug":"traffico-illecito-di-rifiuti-126-indagati-linchiesta-tocca-il-molise","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2012\/03\/14\/traffico-illecito-di-rifiuti-126-indagati-linchiesta-tocca-il-molise\/","title":{"rendered":"TRAFFICO ILLECITO DI RIFIUTI, 126 INDAGATI: L&#8217;INCHIESTA TOCCA IL MOLISE"},"content":{"rendered":"<p>Fonte: http:\/\/www.altromolise.it\/notizia.php?argomento=cronaca&amp;articolo=50359<\/p>\n<p><em>2012-03-14 02:15:34<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><\/em><\/p>\n<p><strong>Tocca anche il Molise la maxi-inchiesta che, partendo dal centro  dell&#8217;Italia, ha ricostruito un vasto giro di rifiuti pericolosi smaltiti  illegalmente in varie zone del Paese.<br \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;inchiesta sarebbe coinvolto un impianto molisano, sembra della zona  del Venafrano. Gli accertamenti sono in corso e nelle prossime ore si  potrebbero conoscere ulteriori dettagli.<\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>ARTICOLO COMPLETO:<\/p>\n<p>Tocca anche il Molise la maxi-inchiesta che, partendo dal centro dell&#8217;Italia, ha ricostruito un vasto giro di rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente in varie zone del Paese.<\/p>\n<p>L\u2019operazione denominata &#8220;TRANSFORMERS&#8221;, coordinata dalla Procura di Firenze, e condotta dai Carabinieri del NOE di Grosseto, in collaborazione con i NOE di Firenze, Roma, Perugia, Bologna, Milano, Campobasso, Lecce, Ancona, Compagnie Carabinieri di Siena, Poggibonsi, Scandicci (FI) Signa (FI) Lucca e con il 4\u00b0 Elinucleo di Pisa, ha fermato una attivit\u00e0 organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi, ideata e gestita\u00a0a Siena ma con ramificazioni in quasi tutte le regioni Italiane.<br \/> L\u2019indagine\u00a0\u00e8 partita\u00a0nel 2009 per iniziativa della Procura della Repubblica di Siena, dopo che gli specialisti del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Grosseto, durante un controllo alla Pianigiani Rottami, avevano notato che l\u2019opificio, fraudolentemente, classificava non pericoloso il rifiuto proveniente dalla rottamazione dei veicoli (car fluff), addirittura utilizzandolo come base per la produzione di Combustibile derivato da Rifiuti (C.D.R.). Il C.D.R., oltre a non corrispondere alla tipologia normativa, era pericoloso per l\u2019elevato contenuto di sostanze inquinanti e dannose per la salute pubblica e per l\u2019ecosistema, quali idrocarburi, oli minerali, cadmio, cromo, zinco, vanadio,\u00a0 piombo, boro, bario, manganese, rame e policlorobifenili (PCB).<br \/> L\u2019azienda, regolarmente autorizzata per la raccolta e recupero di rifiuti pericolosi e non per la rottamazione e frantumazione dei veicoli, con il concorso di laboratori di analisi, trasportatori, inceneritori, discariche &#8211;\u00a0 che sebbene regolarmente autorizzate, avevano attivato il traffico illecito di rifiuti pericolosi facendoli apparire come non pericolosi &#8211; \u00e8 riuscita ad\u00a0 aggirare la stringente normativa per il trattamento dei rifiuti pericolosi, ed ha cos\u00ec ottenuto un ingente ed ingiusto guadagno.<br \/> I soggetti coinvolti, per abbattere i costi elevati per lo smaltimento di tale tipologia di rifiuto pericoloso, avevano escogitato un metodo per liberarsene a costi fortemente ridotti. Infatti talvolta lo miscelavano a rifiuti non pericolosi producendo il C.D.R., tra l\u2019altro gli attribuivano altri codici di comodo cos\u00ec da dare una rappresentazione del rifiuto del tutto diversa da quella effettiva e derivante dalla sua origine. Prima dell\u2019avvio nei termovalorizzatori, necessitava dotare lo stesso di una certificazione per sviare i controlli. In questa fase assumevano un ruolo determinante i tecnici e responsabili di laboratori di analisi, che emettevano certificazioni compiacenti. A seguire era necessaria anche la connivenza di intermediari, trasportatori e responsabili degli inceneritori.<br \/> L\u2019attivit\u00e0 di indagine si \u00e8 cos\u00ec allargata a macchia d\u2019olio su quasi tutto il territorio nazionale: Toscana, Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Molise, interessando nel complesso tutta la filiera della gestione dei rifiuti.<br \/> Anche dopo la scoperta dei reati, gli indagati si davano da fare per creare documentazione falsa finalizzata ad ottenere, con l\u2019aiuto di legali,\u00a0 un ingiusto annullamento delle sanzioni da parte del Giudice di Pace.<br \/> Il tutto finalizzato al conseguimento di un ingiusto profitto, gestendo abusivamente enormi quantitativi di rifiuti pericolosi, stimati in oltre 50.000.000 Kg, per un giro d\u2019affari di circa 5 milioni di euro.<br \/> Il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la applicazione di tre misure cautelari nei confronti dei promotori dell\u2019associazione, il sequestro preventivo delle due principali societ\u00e0 con nomina di un Amministratore Giudiziario.<br \/> Complessivamente risultano indagate 126 persone. Inoltre \u00e8 stato aperto anche procedimento penale per la responsabilit\u00e0 delle persone giuridiche. Nell&#8217;inchiesta sarebbe coinvolto un impianto molisano, sembra della zona del Venafrano. Gli accertamenti sono in corso e nelle prossime ore si potrebbero conoscere ulteriori dettagli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: http:\/\/www.altromolise.it\/notizia.php?argomento=cronaca&amp;articolo=50359 2012-03-14 02:15:34 Tocca anche il Molise la maxi-inchiesta che, partendo dal centro dell&#8217;Italia, ha ricostruito un vasto giro di rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":206,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/207\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/206"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}