{"id":152,"date":"2011-08-25T16:27:31","date_gmt":"2011-08-25T16:27:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2011\/08\/25\/inquinamento-ambientale-venafro-citta-a-rischio\/"},"modified":"2011-08-25T16:27:31","modified_gmt":"2011-08-25T16:27:31","slug":"inquinamento-ambientale-venafro-citta-a-rischio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2011\/08\/25\/inquinamento-ambientale-venafro-citta-a-rischio\/","title":{"rendered":"INQUINAMENTO AMBIENTALE, VENAFRO CITTA\u2019 A RISCHIO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\n<p>di Sandra Fiore (La voce del molise)<\/p>\n<p>La sensibilit\u00e0 degli italiani nei confronti dell\u2019ambiente \u00e8 cresciuta. Lo dicono i dati di una recente indagine realizzata dalla Commissione UE su 28 mila cittadini degli stati membri.\u00a0 Al 95% degli europei sta a cuore la protezione dell\u2019ambiente: un trend positivo che rispecchia anche gli italiani<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">che, per il 94%, hanno manifestato &#8211; almeno con le parole- grande sensibilit\u00e0 per la questione ambientale, convinti che la protezione del territorio in cui si vive possa stimolare la crescita economica. Sensibili s\u00ec ma anche decisamente preoccupati. Oltre il 90% dei cittadini di tutta Europa guarda al problema con particolare apprensione e anche in questo gli italiani non sembrano essere da meno. A spaventare maggiormente nel nostro Paese sono, in ordine crescente, l&#8217;impiego dei pesticidi in agricoltura (30%), il costante aumento della quantit\u00e0 di rifiuti (32%), l&#8217;inquinamento dell&#8217;acqua e dell&#8217;aria (36%), le fuoriuscite di petrolio in mare e gli incidenti industriali (40%). Al primo posto, tra i timori degli italiani resta il problema dell\u2019inquinamento delle citt\u00e0- delle grandi ma anche delle piccole- indicato dal 51% degli intervistati come la fonte principale di preoccupazione in tema di protezione ambientale. Lo smog e l\u2019inquinamento dell\u2019aria sono infatti considerati i nemici numero uno da combattere. E non solo nelle metropoli come Roma e Milano. Anche Venafro, con i suoi circa undicimila abitanti, ne sa qualcosa. Soprattutto negli ultimi mesi. Da una parte ci sono infatti i dati registrati dall\u2019Arpa Molise, ente preposto alla protezione ambientale della nostra Regione, dai quali la citt\u00e0 venafrana risulta essere la pi\u00f9 inquinata tra quelle molisane quanto a emissioni di diossido di azoto. Dall\u2019altra c\u2019\u00e8 l\u2019allarme diossina scatenatosi all\u2019indomani dei due casi di contaminazione riscontrati dai controlli del servizio veterinario dell\u2019Asrem su due bovini allevati in zona. Il tutto sommato alle problematiche determinate dall\u2019industrializzazione dell\u2019intera area su cui pesa la presenza di ben due inceneritori\u00a0 posti a distanza di pochi kilometri l\u2019uno dall\u2019altro e all\u2019aumento delle patologie tumorali nella popolazione locale. Insomma, paure vecchie e nuove che si intrecciano, tenendo alta l\u2019attenzione dei cittadini (un po\u2019 meno quella delle istituzioni, a volerla dire tutta), e che danno conto di un citt\u00e0 esposta su pi\u00f9 fronti a minacce ambientali. Minacce e paure che vogliamo ripercorrere punto per punto, soffermandoci sugli aspetti che hanno fatto maggiormente discutere in questi mesi- e che continuano a tener banco in citt\u00e0- e sulla battaglia condotta dal comitato \u201cMamme per la salute e l\u2019ambiente onlus\u201d che combatte in prima linea per difendere il territorio e tutelare la salute dei suoi cittadini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p><strong>LE \u201cMAMME PER LA SALUTE E L\u2019AMBIENTE ONLUS&#8221;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua denominazione l\u2019associazione conserva le tracce del nucleo originario. Vale a dire di tutte le mamme venafrane che, per prime, hanno mostrato sensibilit\u00e0 e preoccupazione per le tematiche ambientali e per la tutela della salute. Hanno iniziato a muovere i loro primi passi nel 2005 e per anni hanno sostenuto, senza clamori ma con grande convinzione, le associazioni ambientaliste locali. Le hanno spalleggiate, fungendo da collante tra tutte, documentandosi e sollecitando Enti ed Istituzioni preposti a monitorare costantemente il territorio. Nel corso degli anni, hanno raccolto consensi e nuovi \u201cadepti\u201d al punto tale da potersi costituire in un\u2019associazione onlus che oggi, a Venafro, raccoglie cittadini appartenenti ad ogni fascia d\u2019et\u00e0- dai ragazzi agli adulti- che hanno a cuore la salvaguardia del territorio e la tutela della salute. Il logo dell\u2019associazione- due nuvole, un sole, casette e un alberello- ricorda i disegni dei pi\u00f9 piccoli. Perch\u00e9 \u00e8 per loro che si battono in particolare, per le generazioni future alle quali vogliono consegnare una natura incontaminata e un ambiente salubre nel quale vivere. Animati da questi propositi, i membri dell\u2019associazione con la stessa discrezione e la stessa attenzione degli anni passati continuano a tenere sotto controllo la situazione in tema di tutela del territorio e della salute. Non amano cavalcare le notizie a mezzo stampa, ma il loro silenzio non tradisce certo disinteresse. Preferiscono piuttosto affidarsi ai dati, ora come in passato. Ricordarne tutte le azioni \u00e8, in questo contesto, impossibile, tante sono le iniziative di cui sono stati protagonisti, ma basta focalizzare le tappe principali del loro percorso per condividerne le ragioni della battaglia e sostenerli. Il primo gesto forte arriva il 27 novembre del 2009 quando presentano la denuncia alla Procura della Repubblica di Isernia. Nell\u2019esposto le \u201cMamme per la salute e l\u2019ambiente\u201d partono dal motivo cardine che anima la loro battaglia: preservare l\u2019ambiente per tutelare la salute perch\u00e9, come scrivono nell\u2019incipit dell\u2019esposto, \u201cdi inquinamento ci si ammala e si muore\u201d. E anche se il Molise non presenta- purtroppo- un registro tumori attivo, capace di quantificarli in maniera esatta- si sa che i malati di cancro aumentano giorno dopo giorno.\u00a0 Alla luce di tali elementi, confermati da studi medici scientifici, denunciano le incongruenze dei dati dell\u2019Arpa ( acquisiti direttamente dal sito) relativi alle centraline di monitoraggio dell\u2019aria, evidenziando gli sforamenti di Pm10 (materiale presente nell\u2019atmosfera in forma di particelle microscopiche e costituito da un insieme di particolati, ovvero particelle solide e liquide disperse nell&#8217;aria con dimensioni relativamente piccole) rilevati e sollecitando controlli accurati nel cementificio Colacem e nell\u2019inceneritore dell\u2019Energonut che insistono nell\u2019area del venafrano. Nell\u2019ottobre del 2010 ricorrono alla Commissione delle Comunit\u00e0 europee, chiedendo accertamenti sulla regolarit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019inceneritore presente nel nucleo industriale di Pozzilli. Continuano intanto a monitorare i dati Arpa sulla qualit\u00e0 dell\u2019aria e agli inizi del 2011 fanno sentire forte la loro voce, chiedendo l\u2019intervento immediato delle istituzioni: gli sforamenti di Pm10 nei primi mesi dell\u2019anno sono gi\u00e0 tanti e occorre trovare una soluzione rapida per invertire il trend. Ottengono cos\u00ec un incontro in Comune promosso dal Sindaco Cotugno con il Direttore dell\u2019Arpa Petracca, l\u2019Assessore provinciale al ramo Taccone e i vari sindaci dei comuni limitrofi. Dal confronto escono preoccupate s\u00ec ma soddisfatte per l\u2019unit\u00e0 di intenti con cui le amministrazioni e gli enti locali intendono operare per salvaguardare il territorio dalle varie minacce ambientali. Una linea comune, questa, attuata finora solamente nella lotta alla centrale Turbogas. A maggio del 2011 tornano a rivolgersi alla Procura della Repubblica di Isernia, inoltrando materiale integrativo della precedente denuncia in cui evidenziano- con documenti alla mano- le carenze rilevate in termini di rispetto ambientale negli stabilimenti dell\u2019Energonut e della Colacem. A giungo arriva intanto la notizia sul primo caso di contaminazione da diossina rilevata dai controlli dei veterinari dell\u2019Asrem in un bovino allevato in una stalla del venafrano. L\u2019associazione l\u2019accoglie con preoccupazione ma non con sorpresa, vista la valutazione arrivata da uno dei massimi esperti mondiali di diossine e direttore del laboratorio Microinquinanti dell\u2019Inca di Venezia, il Dottor Stefano Raccanelli contattato direttamente dalle \u201cMamme per la salute\u201d solamente un mese prima. Un quadro, quello di Raccanelli, che fotografa l\u2019area del venafrano come una zona fortemente a rischio per le emissioni di diossina. Sul banco degli imputati figurano, in particolar modo, le attivit\u00e0 della Colacem e le modalit\u00e0 con cui l\u2019Arpa conduce i controlli in tale azienda. E se i controlli, per cos\u00ec dire concordati, non\u00a0 scendono gi\u00f9 all\u2019associazione, ancor meno scende gi\u00f9 il contributo offerto dalla Colacem e dall\u2019Energonut per l\u2019inaugurazione della nuova sede dell\u2019Arpa Molise avvenuta a fine luglio. E l\u2019indignazione \u00e8 tanta che preferiscono rimanere in silenzio. Perch\u00e9 il silenzio, a volte, sa dire di pi\u00f9 di mille parole. Come in questo caso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL TRAFFICO VEICOLARE IN CENTRO CITTA\u2019 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando \u00e8 stata inaugurata, il 7 ottobre del 2008, i venafrani ( fatta eccezione per i commercianti) l\u2019hanno salutata con grande compiacimento, tirando un sospiro di sollievo: la variante alla strada statale 85 venafrana, primo tratto del tronco autostradale Termoli- San Vittore, avrebbe infatti decongestionato parzialmente la viabilit\u00e0 locale nei collegamenti verso Napoli e indirettamente anche in direzione Roma. Rendendo la citt\u00e0 meno caotica e soprattutto meno inquinata dal traffico veicolare in pieno centro. O almeno queste erano le aspettative con cui l\u2019infrastruttura \u00e8 stata pensata e a lungo attesa. Aspettative che, tuttavia, non sono state soddisfatte. E per capirlo basta percorrere- possibilmente nella stessa fascia oraria e ancor meglio nelle ore di punta- prima la variante, direzione Napoli, e \u00a0poi via Campania e via Colonia Giulia. Sulla prima il traffico scorre regolare, non tanto per le due corsie quanto per il numero limitato di mezzi che la percorre. Situazione diametralmente opposta, invece, nelle strade cittadine dove il traffico \u00e8 sempre piuttosto intenso. Altro che rivoluzione in tema di trasporti e viabilit\u00e0!In citt\u00e0 sembra infatti essere cambiato poco o nulla rispetto al passato, quando quegli 8 km di strada extraurbana erano solamente un progetto. E proprio questo traffico veicolare cittadino sarebbe il grande male di Venafro secondo il Direttore dell\u2019Arpa Molise Luigi Petracca. Quest\u2019ultimo, infatti, nel corso dell\u2019incontro svoltosi in Comune lo scorso 8 febbraio, in risposta alle preoccupazioni espresse dalle \u201cMamme per la salute e l\u2019ambiente\u201d ha dichiarato che Venafro non \u00e8 un territorio malato e che gli sforamenti delle due centraline di monitoraggio dell\u2019aria dell\u2019Arpa- poste rispettivamente lungo via Campania e via Colonia Giulia- andrebbero attribuiti esclusivamente al traffico che taglia il centro cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE CENTRALINE DI MONITORAGGIO DELL\u2019ARIA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che aria tira a Venafro? Secondo l\u2019IQA- indice di qualit\u00e0 dell\u2019aria- stilato dall\u2019Arpa Molise- l\u2019Agenzia regionale per la protezione ambientale- e aggiornato al 12 agosto scorso, buona. Nonostante ci\u00f2, la citt\u00e0 per antonomasia dell\u2019olivo risulta essere la pi\u00f9 inquinata della Regione, come dimostrano chiaramente i grafici presenti sul sito stesso dell\u2019Arpa. E le preoccupazioni per gli sforamenti registrati dalle centraline di monitoraggio dell\u2019aria presenti in due punti della citt\u00e0, in via Campania e in via Colonia Giulia, restano. Quotidianamente tali centraline registrano il livello di diossido di azoto, ozono, benzene e polveri sottili presenti nell\u2019aria. Elementi chimici, questi, considerati tra i principali responsabili dell\u2019inquinamento atmosferico e delle patologie dell\u2019apparato respiratorio che determinano nell\u2019uomo. A destare maggiore apprensione sono i Pm10, detti anche polveri sottili o particolato, vale a dire <em>tutte le sostanze sospese in aria come il polline, le spore, il sale marino o la terra alzata dal vento a cui vanno ad aggiungersi elementi inquinanti, detti antropici, frutto generalmente di combustioni chimiche. Responsabili di <\/em><strong>patologie acute e croniche all\u2019apparato respiratorio<\/strong><em><strong>,<\/strong> come asma, enfisemi, tumori, e di quello cardio-circolatorio, nell\u2019arco di un anno possono superare i valori limiti previsti dalla legge per 35 volte. Non di pi\u00f9. E Venafro, a quattro mesi dalla chiusura del 2011, non \u00e8 lontano dal superarli. Se si prendono infatti in esame gli ultimi dati utili pubblicati sul sito dell\u2019Arpa Molise, viene infatti fuori che la centralina di via Campania ha finora registrato ben 31 superamenti, mentre quella di via Colonia Giulia \u00e8 ferma a quota 27. Dati, dunque, che si avvicinano molto alla soglia limite consentita e che hanno alimentato nella cittadinanza un clima di grande preoccupazione. E questa \u00e8 l\u2019unica certezza. Quanto alla probabile soluzione da mettere in atto non si sa nulla, nonostante dall\u2019incontro in Comune tra amministrazioni locali e Arpa siano passati diversi mesi e di quella linea d\u2019azione comune da attuare non se n\u2019\u00e8 pi\u00f9 parlato. <\/em><em> <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA MINACCIA DELLA TURBOGAS DI PRESENZANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando il Tar del Lazio, lo scorso 20 maggio ha accolto il ricorso presentato, all\u2019unisono, da amministrazioni comunali ed enti locali per impedire la realizzazione di una centrale turbogas nel territorio venafrano, tutti hanno gridato vittoria. Dagli amministratori locali alle associazioni ambientaliste, passando per la cittadinanza locale. L\u2019impianto termoelettrico a ciclo combinato dalla potenza complessiva di 780 MW che la Molisenergy s.r.l., con l\u2019ok del Ministero dell\u2019Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare e di quello del Ministero dei Beni Culturali, avrebbe voluto costruire nella nostra Regione non vedr\u00e0 mai la luce. Ma se l\u2019incubo Turbogas \u00e8 stato scongiurato sul nostro territorio, a pochi kilometri dal venafrano la paura ritorna. Il Ministero per lo Sviluppo Economico, infatti,\u00a0 ha dato parere favorevole per la realizzazione di un impianto da 800 Mw per la produzione di 5mila GWh di energia all\u2019anno. Il che vuol dire un\u2019emissione nell\u2019atmosfera di anidride carbonica e ossidi di azoto, nonch\u00e9 di polveri sottili e ossidi di zolfo, monossido di carbonio e altre sostanze inquinanti. Di cui Venafro, a pochi km di distanza, pagher\u00e0 inevitabilmente lo scotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ALLARME DIOSSINA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La notizia \u00e8 arrivata a giugno, come una doccia fredda: dai risultati dal piano di campionamento effettuato dal servizio veterinario dell\u2019Asrem \u00e8 emersa la positivit\u00e0 di un muscolo di vitello alla diossina, sostanze cancerogena persistente e non biodegradabile, facilmente accumulabile nella catena alimentare. L\u2019animale, allevato in una stalla del venafrano\u00f2- si sapr\u00e0 solo in un secondo momento- \u00e8 stato macellato molto prima, nell\u2019ottobre del 2010. Per mesi la notizia \u00e8 stata volutamente passata sotto silenzio, scatenando ancora di pi\u00f9 le ire e le preoccupazioni dei cittadini. Secondo indiscrezioni, dai controlli a tappeto realizzati dallo stesso servizio veterinario dell\u2019azienda sanitaria regionale non sarebbero emersi successivamente altri capi di bestiame,\u00a0 non solo bovini, o prodotti derivati (latte e uova) positivi ai PcB, bifenili policlorurati. In particolare, dai controlli effettuati nelle stalle che insistono in quelle che sono considerate le aree pi\u00f9 a rischio per la presenza di inceneritori e cementifici- i principali produttori di diossina- non sarebbero venuti fuori valori tossicologi al di sopra della norma n\u00e9 negli animali n\u00e9 nel latte e nelle uova. Si sarebbe trattato, stando ai commenti in via ufficiosa, di un caso di micro contaminazione accidentale. Un caso isolato che ha messo in moto una serie di controlli accurati previsti dal piano straordinario \u201cdiossina Venafro\u201d e che ha evidenziato un secondo caso di contaminazione da diossina in un bovino allevato in una stalla del venafrano e macellato nel mattatoio di Isernia\u00a0 lo scorso luglio. Ancora una volta la notizia non arriva direttamente dall\u2019Asrem, ma da una fuga di notizie che pare abbiano indispettito la stessa Azienda sanitaria. Cosa si far\u00e0 per tutelare il territorio da tale minaccia? Non si sa. Bisogna aspettare i primi di settembre quando, con 2 mesi di ritardo rispetto al previsto, dovrebbe tenersi un consiglio comunale monotematico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sandra Fiore (La voce del molise) La sensibilit\u00e0 degli italiani nei confronti dell\u2019ambiente \u00e8 cresciuta. Lo dicono i dati di una recente indagine realizzata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":151,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media\/151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}