{"id":14,"date":"2011-03-20T22:56:20","date_gmt":"2011-03-20T22:56:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2011\/03\/20\/effetti-su-salute-e-ambiente\/"},"modified":"2011-03-20T22:56:20","modified_gmt":"2011-03-20T22:56:20","slug":"effetti-su-salute-e-ambiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/2011\/03\/20\/effetti-su-salute-e-ambiente\/","title":{"rendered":"EFFETTI SU SALUTE E AMBIENTE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #993366;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">SUI FETI\u00a0 &#8211;\u00a0 SUI BAMBINI\u00a0 &#8211;\u00a0 SULLE DONNE\u00a0 &#8211;\u00a0 SU TUTTA LA POPOLAZIONE<\/p>\n<p>SUL CLIMA\u00a0 &#8211;\u00a0 SULL\u2019AGRICOLTURA\u00a0 &#8211;\u00a0 SULLE AZIENDE ALIMENTARI<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #993366;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\"><br \/><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>SUI FETI<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>Uno studio sugli effetti della <strong>combustione <\/strong>degli <strong>inquinanti atmosferici <\/strong>nella citt\u00e0 di New York rivela che i bambini nel grembo materno sono pi\u00f9 <strong>sensibili <\/strong>rispetto alle loro madri ai danni provocati da tale <strong>inquinamento<\/strong>.<br \/> Nonostante la protezione fornita dalla <strong>placenta<\/strong>,  che riduce la dose fetale a circa un decimo della dose della madre, i  livelli di danni al DNA nei neonati sono stati simili a quelli  riscontrati nelle loro madri.<\/p>\n<p>Il macrostudio \u00e8 stato finanziato dal <em>National Institute of Environmental Health Sciences<\/em> (NIEHS), dal\u00a0 <em>National Institutes of Health<\/em> e dalla <em>US Environmental Protection Agency<\/em>, oltre ad una serie di fondazioni private.<br \/> La ricerca \u00e8 stata pubblicata sulla rivista scientifica <em>Environmental Health Perspective<\/em>.<\/p>\n<p>Questi risultati sono particolarmente importanti in quanto elementi di prova che confermano\u00a0 precedenti studi su <strong>topi<\/strong> di laboratorio, studi che avevano suggerito che il feto fosse pi\u00f9 sensibile agli <strong>effetti cancerogeni<\/strong> degli\u00a0 stessi inquinanti rispetto agli adulti. Lo studio \u00e8 stato  effettuato per misurare gli effetti dell\u2019esposizione prenatale e materna  alla combustione delle sostanze inquinanti, note come idrocarburi, e le  <strong>conseguenze per il DNA<\/strong>.<br \/> Gli <strong>idrocarburi <\/strong>sono  inquinanti atmosferici cancerogeni che vengono rilasciati nell\u2019ambiente a  seguito della combustione da auto, camion, autobus o motori, consumi  residenziali, riscaldamento, energia elettrica, o ancora dal fumo di  tabacco.<\/p>\n<p>Secondo i ricercatori, questi inquinanti sono in grado di <strong>attraversare la barriera,placentare<\/strong>.<br \/> Gli studiosi hanno prelevato campioni di sangue da 265 coppie di madri e  neonati che vivono nella citt\u00e0 di New York. Le madri erano tutte non  fumatrici.<br \/> I ricercatori hanno poi analizzato i campioni per la  presenza di due importanti biomarcatori cancerogeni, che testimoniano  solitamente il rischio di cancro per l\u2018organismo. Nonostante la  percentuale dieci volte pi\u00f9 bassa della dose di sostanze inquinanti per  il feto rispetto alla madre, i ricercatori hanno constatato che i  livelli di danni al DNA sono stati paragonabili nei neonati a quelli  delle madri. I risultati di \u00a0questo studio sono coerenti con quelli di  un\u2019analoga ricerca condotta da ricercatori polacchi a Cracovia. Come  dichiarato da <strong>Frederica P. Perera<\/strong>, (Biografia)direttore del <em>Columbia Center for Children\u2019s Environmental Health<\/em> e autore dello studio:<\/p>\n<p>\u201cQuesti  risultati sollevano gravi preoccupazioni. La suscettibilit\u00e0 del feto a  danni al DNA da inquinamento atmosferico, comprese le emissioni dei  veicoli a motore e il fumo passivo,\u00a0 ha importanti implicazioni per il  rischio di cancro, sottolineando l\u2019importanza di ridurre i livelli di  inquinamento atmosferico nelle citt\u00e0\u201d<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><strong> <span style=\"font-size: medium;\">SUI BAMBINI <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong>LETTERA APERTA INVIATA A TUTTI I DIRETTORI DI GIORNALI\u00a0 IL\u00a0 18 LUGLIO 2008<\/strong><\/p>\n<p><strong>Oggetto: nei bambini e negli adolescenti italiani aumentano i nuovi malati di cancro. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Vogliamo capire perch\u00e9? <\/strong><\/p>\n<p>Gentile Direttore,<\/p>\n<p>vorremmo invitare Lei e tutti i suoi lettori ad un attimo di riflessione su questa frase: <em>\u201cla  deliberata spietatezza con la quale la popolazione operaia \u00e8 stata  usata per aumentare la produzione di beni di consumo e dei profitti che  ne derivano si \u00e8 ora estesa su tutta la popolazione del pianeta,  coinvolgendone la componente pi\u00f9 fragile che sono i bambini, sia con l\u2019  esposizione diretta alla pletora di cancerogeni, mutageni e sostanze  tossiche presenti nell\u2019 acqua, aria, suolo, cibo, sia con le conseguenze  della sistematica e accanita distruzione del nostro habitat\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Queste  parole, che concludono un articolo\u00a0 sui rischi attribuibili ad agenti  chimici scritto dal professor Lorenzo Tomatis\u00a0 nel 1987, ci sono tornate  alla mente come\u00a0 una lucida profezia davanti agli ultimi, recentissimi\u00a0  dati sull\u2019incidenza di cancro nell\u2019 infanzia in Italia pubblicati  dall\u2019Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM: I tumori  infantili Rapporto 2008).<\/p>\n<p>Se gi\u00e0 i dati pubblicati da Lancet nel 2004, Come dichiarato da <strong>Frederica P. Perera<\/strong>, (Biografia)direttore del <em>Columbia Center for Children\u2019s Environmental Health<\/em> e autore dello studio:<\/p>\n<p>che  mostravano un incremento dell\u2019 1.1% dei\u00a0 tumori infantili negli ultimi  30 anni in Europa, apparivano preoccupanti, quelli che riguardano il  nostro paese, riferiti agli anni 1998-2002 ci lasciano sgomenti. <span style=\"text-decoration: underline;\">I  tassi di incidenza per tutti i tumori nel loro complesso sono mediamente  aumentati del 2% all\u2019anno, passando da 146.9 nuovi casi all\u2019anno (ogni  milione di bambini) nel periodo 1988-92 a ben 176 nuovi malati nel  periodo 1998-2002. Ci\u00f2 significa che in media, nell\u2019ultimo quinquennio,  in ogni milione di bambini in Italia ci sono stati 30 nuovi casi in pi\u00f9.  La crescita \u00e8 statisticamente significativa per tutti i gruppi di et\u00e0 e  per entrambi i sessi. In particolare tra i bambini sotto l\u2019anno di et\u00e0\u00a0  l\u2019 incremento \u00e8 addirittura del 3.2% annuo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Tali  tassi di incidenza in Italia\u00a0 sono nettamente pi\u00f9 elevati di quelli  riscontrati in Germania (141 casi 1987-2004), Francia ( 138 casi  1990-98), Svizzera ( 141 casi\u00a0 1995-2004). Il cambiamento percentuale  annuo risulta pi\u00f9 alto nel nostro paese che in Europa sia per\u00a0 tutti i  tumori (+2% vs 1.1%), che per la maggior parte delle principali  tipologie di tumore; addirittura per i linfomi l\u2019incremento \u00e8 del 4.6%  annuo vs un incremento in Europa dello 0.9%, per le leucemie dell\u2019 1.6%  vs un + 0.6% e cos\u00ec via.<\/span><\/p>\n<p>Tutto  questo mentre si vanno accumulando ricerche che mostrano con\u00a0 sempre  maggiore evidenza come sia cruciale il momento dello sviluppo fetale non  solo per il rischio di cancro, ma per condizionare quello che sar\u00e0 lo  stato di salute complessivo nella vita\u00a0 adulta.<\/p>\n<p>Come interpretare questi dati e che insegnamento trarne?<\/p>\n<p>Personalmente  non ne siamo affatto stupiti e ci saremmo meravigliati del contrario: i  tumori\u00a0 nell\u2019 infanzia e gli incidenti sul lavoro, di cui ogni giorno  le cronache ci parlano, unitamente alle malattie professionali,  ampiamente sottostimate in Italia, sono due facce di una stessa  medaglia, ovvero le logiche, inevitabili\u00a0 conseguenze di uno \u201csviluppo\u201d  industriale per gran parte dissennato, radicatosi in un sistema di  corruzione e malaffare generalizzato che affligge ormai cronicamente il  nostro paese.<\/p>\n<p>Potremmo,  sintetizzando, affermare che lo stato di salute di una popolazione \u00e8  inversamente proporzionale al livello di corruzione e quanto pi\u00f9 questo \u00e8  elevato tanto pi\u00f9 le conseguenze si riversano sulle sue componenti pi\u00f9  fragili, in primis l\u2019infanzia, come Tomatis gi\u00e0 oltre 20 anni fa  anticipava.<\/p>\n<p>Le  sostanze tossiche e nocive non sono meno pericolose una volta uscite  dalle fabbriche o dai luoghi di produzione e la ricerca esasperata del  profitto e dello sviluppo industriale \u2013 a scapito della qualit\u00e0 di vita  -, non pu\u00f2 che avere queste tragiche conseguenze.<\/p>\n<p>Dott. Michelangiolo Bolognini\u00a0 Igenista- Pistoia<\/p>\n<p>Dott. Giuseppe Comella Oncologo &#8211; Napoli<\/p>\n<p>Dott,ssa Maria Concetta Di Giacomo Medico di Medicina Generale &#8211; Padova<\/p>\n<p>Dott. Gianluca Garetti Medico di Medicina Generale &#8211;\u00a0 Firenze<\/p>\n<p>Dott. Valerio Gennaro Oncologo-Epidemiologo &#8211;\u00a0 Genova<\/p>\n<p>Dott.ssa Patrizia Gentilini\u00a0 Oncologo \u2013 Ematologo &#8211;\u00a0 Forl\u00ec<\/p>\n<p>Dott. Giovanni Ghirga Pediatra &#8211;\u00a0 Civitavecchia<\/p>\n<p>Dott. Stefano Gotti Chirurgo &#8211;\u00a0 Forl\u00ec<\/p>\n<p>Dott. Manrico Guerra Medico di Medicina Generale &#8211;\u00a0 Parma<\/p>\n<p>Dott. Ferdinando Laghi\u00a0 Ematologo \u2013 Castrovillari<\/p>\n<p>Dott. Antonio Marfella Oncologo \u2013 Tossicologo Napoli<\/p>\n<p>Dott. Vincenzo Migaleddu Radiologo &#8211;\u00a0 Sassari<\/p>\n<p>Dott. Giuseppe Miserotti Medico Medicina Generale &#8211;\u00a0 Piacenza<\/p>\n<p>Dott. Ruggero Ridolfi Oncologo-Endocrinologo &#8211;\u00a0 Forl\u00ec<\/p>\n<p>Dott. Giuseppe Timoncini Pediatra &#8211; Forl\u00ec<\/p>\n<p>Dott. Roberto Topino Medico del Lavoro \u2013Torino<\/p>\n<p>Dott, Giovanni Vantaggi Medico di Medicina Generale -Gubbio<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Gli inceneritori fanno crescere la mortalit\u00e0 nei bambini<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>La notizia sconvolgente ma prevedibile arriva dall&#8217;Inghilterra,<br \/> e precisamente da uno studio dell&#8217;UK Health Reserch sulla mortalit\u00e0 infantile.<\/p>\n<p>La  salute umana \u00e8 messa in pericolo dalla presenza degli inceneritori, ed  in particolare \u00e8 la vita dei bambini quella pi\u00f9 a rischio. Ci troviamo  nei distretti circostanti l&#8217;inceneritore di Kirklees, un impianto a  griglia costruito dalla multinazionale Sita a Dalton, che tratta 136.000  tonnellate di rifiuti all&#8217;anno, nella regione dello Yorkshire e  Humbire, nord dell&#8217;Inghilterra.<\/p>\n<p>Si \u00e8 scoperto che chi abita sottovento rispetto all&#8217;impianto<br \/> ha un tasso di mortalit\u00e0 infantile anormalmente alto, con un dato pari al<strong> 9,6 per mille. <\/strong>Mentre al contrario chi abita sopravento ha un tasso di mortalit\u00e0 dell&#8217;<strong>1 per mille.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;inceneritore  dei rifiuti solidi urbani di Kirklees produce energia elettrica che  serve la zona circostante. Il dimensionamento dell&#8217;impianto \u00e8  praticamente lo stesso di quello che En\u00eca vuole costruire a Parma, e gi\u00e0  nel settembre del 2006 ci sono state forti preoccupazioni per una fuga  di gas. <br \/> Cresce cos\u00ec anche la preoccupazione fra i cittadini di  Parma, che abitano a pochi passi dal costruendo impianto di Ugozzolo (4  km in linea d&#8217;aria da piazza Duomo) ma in  particolare per gli abitanti dei comuni di Sorbolo e Mezzani, zone dove  sar\u00e0 indirizzato dai venti il fall out di fumi e sostanze cancerogene.<\/p>\n<p>Purtroppo  anche la migliori tecnologie applicate, vedi il nuovo scandalo inglese,  non garantiscono la salubrit\u00e0 di questi impianti che aldil\u00e0 delle  qualit\u00e0 delle strutture sono di per s\u00e9 produttori di diossine e mille  altre sostanze volatili e velenose come furani e nanoparticelle.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong> <span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\">SULLE DONNE<\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<h1><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"color: #ff0000;\">&#8216;Troppa diossina nel latte materno&#8217;<\/span><\/span><\/h1>\n<p>Repubblica \u2014 09 aprile 2008 \u00a0 pagina 6 \u00a0 sezione: BARI<\/p>\n<p>TARANTO  &#8211; Il nemico invisibile di Taranto spunta nel latte materno. Livelli  inquietanti di diossina sono stati riscontrati nel latte di tre giovani  mamme tarantine. La denuncia shock \u00e8 esplosa ieri mattina come una  bomba. A lanciarla \u00e8 stato Giuseppe Merico, il pediatra presidente dell&#8217;  associazione &#8220;Bambini contro l&#8217; Inquinamento. Lo scorso 29 marzo  proprio lui aveva guidato la marcia contro ciminiere e smog. In ottomila  lo avevano seguito. Ieri il pediatra ha diffuso i risultati dei test  affidati all&#8217; Inca di Lecce sul latte di tre tarantine. Le analisi hanno  accertato che contiene il 50% di diossina in pi\u00f9 rispetto a quello  riscontrato nelle donne di Roma. La conseguenza \u00e8 che ai neonati con il  latte materno \u00e8 trasferita una dose giornaliera di diossine venticinque  volte superiore alla soglia di tollerabilit\u00e0 indicata dall&#8217;  organizzazione mondiale della sanit\u00e0. &#8220;Non vogliamo fare allarmismo &#8211; ha  detto Merico &#8211; ma intendiamo richiamare ancora una volta l&#8217; attenzione  della politica. I livelli di diossina a Taranto vanno abbattuti&#8221;. I test  sono stati condotti su tre donne di 32, 31 e 26 anni. La prima risiede  ai Tamburi, il popoloso quartiere che vive gomito a gomito con gli  sbuffi dell&#8217; Ilva. La seconda a Crispiano, ad un pugno di chilometri dal  capoluogo. La pi\u00f9 giovane, invece, risiede nella frazione di Lama. In  linea d&#8217; aria la pi\u00f9 lontana dalla imponente zona industriale, ma nel  suo latte sono stati scovati i livelli pi\u00f9 alti di diossine. &#8220;Non  vogliamo e non possiamo accusare nessuno e voglio dire con chiarezza che  il latte materno resta il migliore alimento per i neonati. Invochiamo,  per\u00f2, maggiore impegno contro l&#8217; inquinamento&#8221; ha concluso Merico che ha  consegnato un esposto alla procura allegando gli esiti dei test. La  presenza di diossina nelle mamme \u00e8 stata ricondotta alla catena  alimentare. Quel veleno dagli effetti nocivi \u00e8 entrato nel loro corpo  con il cibo. Sugli alimenti era scattato un altro allarme nelle scorse  settimane, con le pecore e le capre di quattro allevamenti risultati  contaminati da diossina e pcb. Per questo 800 ovini e caprini sono  attualmente sotto vincolo sanitario. Contro l&#8217; allarme rimbalzato da  Taranto, per\u00f2, si schiera Giorgio Assennato, direttore dell&#8217; Arpa  Puglia. &#8220;Non concordo sulla lettura di questi dati e non c&#8217; \u00e8 alcuna  peculiarit\u00e0 tarantina. Si tratta di livelli riscontrabili in tutte le  zone urbane. Ritengo grave &#8211; insiste Assennato &#8211; che si allertino in  questa maniera le mamme. Fortunatamente il prossimo 1 maggio sar\u00e0 varato  il laboratorio su Taranto e cos\u00ec potremo informare correttamente la  citt\u00e0 e fronteggiare la tendenza a diffondere il panico&#8221;. Sul problema  diossina interviene anche il presidente della Regione Nichi Vendola.  &#8220;Non sottovaluto &#8211; spiega &#8211; la situazione di rischio per la salute e di  guasti per il territorio dell&#8217; area tarantina. Dalle rilevazioni  effettuate \u00e8 confermata solo la pericolosit\u00e0 di alcuni prodotti da  pascoli bradi, mentre giungono rassicurazioni per gli allevamenti in  stalla, i prodotti agricoli e il latte della Centrale&#8221;. Per Vendola &#8220;Lo  stesso accordo sull&#8217; AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dell&#8217;  Ilva e di altre importanti societ\u00e0 che ieri mattina ha visto il consenso  dei tecnici, dei ministeri, del sistema delle autonomie locali, della  Regione e delle societ\u00e0 private, va nella direzione di garantire in  tempi rapidi il monitoraggio e l&#8217; adeguamento dell&#8217; impiantistica alle  migliori tecnologie. E di subordinare &#8211; conclude &#8211; il rilascio delle  autorizzazioni all&#8217; assunzione degli accorgimenti necessari per  abbattere drasticamente le diossine&#8221;. &#8211; <em>PAOLO RUSSO<\/em><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>SU TUTTA LA POPOLAZIONE<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">EFFETTI CANCEROGENI DELLE SOSTANZE EMESSE DA INCENERITORI<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>DATI IARC \u2013 Istituto Superiore della Sanita\u2019<\/strong><\/span><\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Agente<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Effetto Cancerogeno<\/span><\/strong><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Arsenico<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Pelle, polmome, fegato, vescica, rene, colon<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Berillio<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Cadmio<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone e prostata<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Cromo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Nickel<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Mercurio<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone, pancreas, colon, prostata, encefalo, rene<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Piombo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Polmone, vescica, rene, gastroenterica<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Benzene<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Leucemia<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Idrocarburi policiclici<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Fegato, polmone, leucemia<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Cloroformio<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Vescica, rene, encefalo, linfoma<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Clorofenoli<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Sarcomi tessuti molli, linfomi Hodgkin e non Hodgkin<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>Tricloroetilene<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Fegato, linfomi non Hodgkin<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"158\" valign=\"top\">\n<p>TCDD<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"493\" valign=\"top\">\n<p>Linfomi non Hogkin, sarcomi<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Altro grafico significativo:<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">STUDI EPIDEMIOLOGICI ITALIANI SULLE POPOLAZIONI RESIDENTI IN PROSSIMITA\u2019<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">DI INCENERITORI<\/span><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>FONTE\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 AREA\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 DISEGNO\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 RISULTATI PRINCIPALI<\/p>\n<p>DELLO STUDIO<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" frame=\"border\" align=\"left\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Biggeri et al.<\/p>\n<p align=\"center\">1996<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Trieste<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Caso-Controllo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento del   rischio di cancro polmonare<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Michelozzi et al.<\/p>\n<p align=\"center\">1998<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Roma<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mortalit\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">micro geografica<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento della   mortalit\u00e0 per alcune cause e riduzione della<\/p>\n<p align=\"center\">sex-ratio alla   nascita<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Chellini et al.<\/p>\n<p align=\"center\">2002<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Prato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mortalit\u00e0<\/p>\n<p align=\"center\">micro geografica<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento del rischio   di cancro polmonare<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Comba et al.<\/p>\n<p align=\"center\">2003<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mantova<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Caso-Controllo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento del   rischio di sarcoma dei tessuti molli<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Biggeri e Catelan<\/p>\n<p align=\"center\">2005<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Campi<\/p>\n<p align=\"center\">Bisenzio<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mortalit\u00e0 comunale<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento dei   linfomi non Hodgkin<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Biggeri e Catelan<\/p>\n<p align=\"center\">2006<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">17 aree<\/p>\n<p align=\"center\">della Toscana<\/p>\n<p align=\"center\">con inceneritori<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mortalit\u00e0 comunale<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento dei   linfomi non Hodgkin<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Bianchi e Minichilli<\/p>\n<p align=\"center\">2006<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">25 comuni italiani   con inceneritori<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Mortalit\u00e0 comunale<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento dei   linfomi non Hodgkin<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Tessari et al.<\/p>\n<p align=\"center\">2006<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Venezia<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Caso-Controllo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento del   rischio di sarcoma dei tessuti molli nelle donne dell\u2019area pi\u00f9 esposta<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Renzi et al.<\/p>\n<p align=\"center\">2006<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Forl\u00ec<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Coorte di residenti<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento  di   mortalit\u00e0 nelle donne per tutte le cause, tumore del colon e della  mammella,   per diabete e malattie cardiovascolari<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"148\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Zambon et al.<\/p>\n<p align=\"center\">2007<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"124\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">3 ASL prov. Di<\/p>\n<p align=\"center\">Venezia<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"142\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Caso-Controllo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"243\" valign=\"top\">\n<p align=\"center\">Incremento di rischio   di sarcoma in entrambi i generi e di tumori del connettivo e di altri tesuti   molli nelle sole donne<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pietro Comba , Lucia Fazzo: Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione<\/p>\n<p>Primaria, Istituto Superiore di Sanita\u2019 Roma<\/p>\n<p>Fabrizio Bianchi : Istituto di Fisiologia Clinica, Sezione di\u00a0 Epidemiologia<\/p>\n<p>Consiglio Nazionale delle Ricerche, Pisa<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>SULL\u2019AGRICOLTURA<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><em>Quello che segue \u00e8 un interessante articolo redatto da <strong>Gianni Tamino<\/strong> (Biografia)\u2013 Docente di Biologia generale e di Fondamenti di Diritto  ambientale al Dipartimento di Biologia dell\u2019Universit\u00e0 di Padova \u2013 sui  principali aspetti di compatibilit\u00e0\/incompatibilit\u00e0 tra inceneritori ed  agricoltura sostenibile. Studi condotti dall\u2019universit\u00e0 di Birmingham  ribadiscono come in prossimit\u00e0 delle centrali per lo smaltimento dei  rifiuti leucemie e cancri aumentano vertiginosamente, ad esempio, nei  bambini. Un fattore di rischio \u00e8 dato, in particolare, dalle ceneri che  vengono trasferite dall\u2019aria al suolo.<\/em><\/p>\n<p><strong>Inceneritori ed agricoltura sostenibile<\/strong>.  L\u2019agricoltura sostenibile deve conservare ed utilizzare la  biodiversit\u00e0, rifiutando l\u2019uniformit\u00e0 produttiva del sistema agricolo  industriale e rivalutando la tipicit\u00e0 dei prodotti e la biodiversit\u00e0 dei  gusti del cibo a seconda delle regioni. Inoltre, avendo come obiettivo  la qualit\u00e0 e non tanto la quantit\u00e0, si adatta anche a quelle regioni  considerate marginali, come quelle di collina e di montagna. La  pericolosit\u00e0 degli inquinanti prodotti dagli inceneritori \u00e8 confermata  da numerosi studi medici. Uno studio epidemiologico condotto  dall\u2019Universit\u00e0 di Birmingham ribadisce che in prossimit\u00e0 di  inceneritori di rifiuti, il rischio di leucemia e cancri solidi aumenta  vertiginosamente nei bambini. Gli inquinanti vengono trasferiti  dall\u2019aria al suolo con le scorie e le ceneri Le principali sostanze  inquinanti emesse da un impianto di incenerimento sono: <em>Policlorodibenzodiossine  (Diossina); Policlorodibenzofurani (Furani); Ceneri contenenti  mercurio, cadmio, rame, manganese, nichel, zinco, cromo, ferro;  Idrocarburi policiclici aromatici (IPA); Fosforo; Ossidi di zolfo;  Cloro; Ossidi di azoto; Acido Solfidrico; Ossido di carbonio; Ceneri  contenenti argento, antimonio, arsenico, stagno, idrocarburi policiclici  aromatici.<\/em><\/p>\n<p>A  tutto questo va aggiunta la produzione di CO2: incenerire 1 kg di  rifiuti comporta l\u2019uso di 7 kg di aria e 1 kg acqua, nonch\u00e9 la  produzione di 3 kg di CO2 determinante per l\u2019incremento dell\u2019effetto  serra. Un inceneritore, inoltre, riduce ma non elimina la quantit\u00e0 di  rifiuti: di ogni tonnellata di RSU incenerita infatti produce 300 kg di  scorie, 30 kg di ceneri e 10-80 kg di prodotti usati per la depurazione.  Tutto questo ha un peso e un volume molto inferiore rispetto ai RSU ma  ha un potere inquinante molto pi\u00f9 alto e quindi va smaltito in  discariche speciali le quali oltre ad essere pi\u00f9 costose garantiscono la  conservazione e la non pericolosit\u00e0 dei rifiuti solamente per 20 anni a  fronte di una durata centenaria degli inquinanti. Come riporta un  documento di Medicina Democratica, da un\u2019indagine del Ministero  dell\u2019Agricoltura francese risulta che tassi allarmanti di diossina sono  stati riscontrati nel latte prodotto in 34 dei 95 Dipartimenti del  Paese. In tre Dipartimenti del Nord \u2013 l\u2019area a maggiore vocazione  lattiera \u2013 il tasso riscontrato \u00e8 superiore a 3 picogrammi per grammo di  grassi dei prodotti lattiero \u2013 caseari analizzati, rispetto ad un  valore di riferimento che non dovrebbe superare 1 picogrammo, mentre a 5  picogrammi scatta la proibizione del consumo. La diossina dispersa  nell\u2019atmosfera appare dovuta all\u2019attivit\u00e0 degli inceneritori; 40  impianti di incenerimento dei rifiuti urbani, secondo il Ministero  dell\u2019Ambiente, non sarebbero in regola, e quindi continuano  sistematicamente a contaminare i pascoli. L\u2019indagine si sta anche  estendendo ai tassi di diossina nelle uova e nelle carni.<\/p>\n<p>Le  prefetture hanno vietato a sedici aziende agricole la vendita del latte  prodotto e sono stati chiusi gli inceneritori di Halluin, Wasquehal e  Sequedin (zona di Lille) assieme a quello di Maubeuge, nel nord del  paese, dove si \u00e8 accertato il superamento di 1.000 volte il vigente  limite previsto dalle direttive dell\u2019Unione Europea sulle diossine.  Tant\u2019\u00e8 che la Francia sta riconsiderando la sua politica di smaltimento  dei rifiuti urbani da decenni basata sull\u2019incenerimento e sta  sottoponendo gli impianti di incenerimento, fino a ieri vantati come  sicuri e non inquinanti, a verifiche approfondite. Lo studio ha portato  alla richiesta di blocco della costruzione di ulteriori inceneritori per  rifiuti per evitare di aggravare l\u2019attuale contaminazione, mettendo  pertanto in discussione il programma francese che prevede oltre cento  nuovi impianti. Analoghe verifiche sono in corso in Belgio per  l\u2019impianto di Anversa come per quelli di Weurt e Lathum in Olanda. In  Olanda, \u00e8 utile ricordarlo, nel 1989 l\u2019inceneritore di Rotterdam fu  spento e la produzione di latte del circondario fu distrutta per diversi  anni per l\u2019elevata presenza di diossine. In alcuni casi si sono  verificate contaminazioni tra 11 e 14 nano g\/l in T C D Deq a fronte di  un limite massimo fissato in Olanda a 0,1 nano g\/l; questo inquinante ha  interessato anche aziende di agricoltura biologica. Ma non \u00e8 solo la  diossina ad inquinare i prodotti agricoli o a danneggiare le  coltivazioni intorno ad un inceneritore. Infatti un peso rilevante \u00e8  svolto anche da furani, IPA e metalli pesanti che possono essere  assorbiti dai vegetali e trasferiti, attraverso la catena alimentare,  agli animali e all\u2019uomo. Inoltre ossidi d\u2019azoto, ossidi di zolfo, cloro,  acido solfidrico possono reagire con pioggia e nebbia, dando origine a  ricadute acide o comunque tossiche, pericolose per le coltivazioni  agricole e in generale per l\u2019ambiente. Anche le condizioni climatiche  possono essere modificate a causa dell\u2019incremento di CO2, dei fumi e del  calore prodotti. \u00c8 dunque evidente che campi e pascoli attorno ad un  inceneritore vengono gravemente danneggiati sia dal punto di vista  ambientale, che sanitario ed economico. D\u2019altra parte \u00e8 ben difficile  fare sforzi per avere un\u2019 agricoltura di qualit\u00e0, magari biologica,  legata al territorio se il territorio \u00e8 sottoposto a fonti di  inquinamento, tra l\u2019altro ben visibili da parte dei potenziali  consumatori: chi potrebbe reclamizzare il proprio prodotto agricolo con  un\u2019immagine dei campi sovrastati da un inceneritore?<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong> <span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\">SUL CLIMA<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"> <\/span><\/strong>dicembre 2009<\/p>\n<h3><a href=\"http:\/\/giannimacchia.blogspot.com\/2009\/12\/effetti-sul-clima-delle-prime-bozze-di.html\" target=\"_blank\"><strong>Effetti sul Cima delle PRIME BOZZE DI COPENAGHEN<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>Alcune  indiscrezioni giornalistiche riportate da Sky Tg24, parlano di una  bozza di accordo, presentata dall\u2019ONU, in cui si propone quanto segue:  1) i paesi ricchi devono ridurre le loro emissioni di CO2 nel 2020 da un  minimo di 20% a un massimo di 40% ;2) i paesi poveri devono ridurre le  loro emissioni nel 2020 da un minimo di 15% ad un massimo di 30%; 3)  diminuire l\u2019emissione di anidride carbonica del 75%-90% entro il 2050.  Qui fornisco un\u2019analisi delle emissioni e una stima della diminuzione  della temperatura che si otterrebbe nel 2020 rispettando al meglio le  proposte 1) e 2). Elaborando i dati dell\u2019International Energy Annual  2006 dell\u2019 Energy  Information Administration statunitense, l\u2019emissione complessiva di CO2  imputabile all\u2019uomo \u00e8 stata, nel 2006 , pari a 58391 milioni di  tonnellate. <\/p>\n<p><span style=\"color: #ff6600;\"><span style=\"font-size: medium;\"><strong>SULLE AZIENDE ALIMENTARI<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.quibrescia.it\/index.php?\/content\/view\/3938\/1\/\" target=\"_blank\"><strong>http:\/\/www.quibrescia.it\/index.php?\/content\/view\/3938\/1\/<\/strong><\/a><\/p>\n<p><span style=\"color: #339966;\"><strong>Ambiente<\/strong><\/span> <strong> <\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Diossina nel latte della Centrale<\/strong><\/span><\/p>\n<p>domenica 16 dicembre 2007<\/p>\n<p>(red.)  Una partita di latte inquinato dalla presenza di diossina superiore ai  limiti consentiti dalla legge \u00e8 stata individuata dai controlli  effettuati prima della lavorazione nella Centrale comunale del latte di  Brescia. Il prodotto era stato consegnato da tre aziende agricole  dell\u2019hinterland cittadino. La societ\u00e0 ha avvisato i servizi  medico-veterinari dell\u2019Asl e l\u2019Istituto zooprofilattico di via Bianchi.<br \/> <strong>La spiacevole sorpresa, rivelata questa mattina<\/strong> dal quotidiano <em>Bresciaoggi<\/em>,  \u00a0\u00e8 saltata fuori durante i controlli organolettici che il laboratorio  interno della Centrale effettua sul latte ritirato nelle fattorie, che  hanno fatto scoprire una concentrazione di &#8220;pop&#8221; (clorurati organici  persistenti) oltre la soglia consentita.<br \/> I limiti alla presenza di  diossine che la legge prevede per il latte (entrati in vigore a  novembre), mettono insieme per la prima volta diossine e Pcb.\u00a0In ogni  millilitro di prodotto, possono essere presenti al massimo 3 picogrammi  (miliardesimi di milligrammo) di diossina e 3 picogrammi di Pcb e il  totale non deve comunque superare i 6 picogrammi. Nella partita di\u00a0latte  contaminato scoperta l&#8217;altro giorno, invece, il livello era intorno ai  6,5 \u00a0picogrammi.<br \/> <strong>Le autorit\u00e0 hanno quindi bloccato l\u2019attivit\u00e0<\/strong> nelle tre aziende agricole (una \u00e8 in via Colombaie al villaggio  Violino, un&#8217;altra \u00e8 la Pastori di viale Bornata e la terza un\u2019azienda di  Flero), che insieme allevano circa 150 mucche da latte. Il prodotto  contaminato frutto della mungitura quotiana degli animali, verr\u00e0  smaltito in un impianto specializzato.<br \/> Ma l\u2019Asl ha posto sotto  stretto controllo anche altre sette aziende agricole nei dintorni ed ha  avviato le analisi dei terreni per controllare se vengono superati i  limiti di legge nella presenza di diossine: 0,75 nanogrammi per<\/p>\n<p>chilogrammo sull\u2019erba e di 10 nanogrammi per chilo nel terreno.<br \/> <strong>L\u2019ipotesi \u00e8 infatti che la sostanza inquinante<\/strong> si trovasse nel foraggio che \u00e8 stato dato alle mucche. Anche perch\u00e9  l\u2019inquinamento, figlio della societ\u00e0 malata in cui viviamo, \u00e8 talmente  diffuso attorno alle citt\u00e0 che fare agricoltura o allevare animali  nell\u2019hinterland di Brescia \u00e8 ormai un\u2019attivit\u00e0 ad altissimo rischio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SUI FETI\u00a0 &#8211;\u00a0 SUI BAMBINI\u00a0 &#8211;\u00a0 SULLE DONNE\u00a0 &#8211;\u00a0 SU TUTTA LA POPOLAZIONE SUL CLIMA\u00a0 &#8211;\u00a0 SULL\u2019AGRICOLTURA\u00a0 &#8211;\u00a0 SULLE AZIENDE ALIMENTARI SUI FETI Uno studio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mammesaluteambiente.it\/web\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}